I Drop In sono  uno spazio a bassa soglia il cui intervento si rivolge ad utenze tossicodipendenti e alcoldipendenti con gravi problematiche socio sanitarie ed a  rischio di esclusione sociale per  l’aggravarsi di processi connessi ad un uso cronicizzato prevalente di eroina, cocaina o/e abuso di alcool.  La sfera socio sanitaria in cui tali tipologie di utenze si muovono è caratterizzato da gravi problematiche di tipo sociale (assenza di casa, accesso ai servizi sociali ed al dormitorio, rottura di relazioni significative, non lavoro ecc.) e di tipo sanitario ( patologie correlate, problematiche psichiatriche franche, incapacità alla gestione dei farmaci e ripetute ricadute nel policonsumo di sostanze stupefacenti ecc.). Prioritariamente l’utenza che accede a tale spazio è rappresentata da persone spesso in trattamento metadonico, tossicodipendenti attivi, alcoldipendenti, persone a grave rischio di emarginazione e disadattamento sociale da accompagnare in un processo di riconoscimento e di definizione dei propri bisogni e delle proprie risorse in forte connessione con gli operatori e le operatrici dei servizi specifici, attraverso la possibilità di relazioni stabili e continuative in un ambito di “quotidianità non giudicante”, in uno spazio alternativo alla vita di piazza ma in continuità con l’intervento dell’Unità Mobile Tossicodipendenti, del Sert, dei servizi sociali che spesso ne rilevano i complessi bisogni ma non riescono complessivamente a soddisfare. 

Dalla normale gestione di questi anni del Drop In emerge una estrema varietà nelle tematiche affrontate, nelle domande di aiuto, nelle culture connesse al consumo ma anche una più generale  complessificazione delle domande e dei consumi connessi. Tale diversificazione richiede quindi, oltre a garantire la gestione normale delle attività più classiche, lo sviluppo di capacità ulteriori ed innovative adeguate a tutto ciò. Un esempio per tutti la capacità di comprendere le culture e le modalità di consumo per l’alcol nelle varie popolazioni o il valore degradante dell’ eroina iniettata per un islamico.

Per questo motivo i Drop In si muovono per sviluppare un’azione di miglioramento del servizio sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo avendo come punto di riferimento questi target specifici:

L’utenza tossicodipendenza italiana più “ strutturata” a forte rischio di cronicizzazione ed a bassissima evolutività;

L’abuso dì alcool / alcol dipendenza soprattutto nelle persone senza fissa dimora e/o ad alto rischio di esclusione sociale

Le donne, in grave difficoltà che risultano a tutti gli indicatori scientifici uno dei target a maggior rischio di violenza, compromissione sociosanitaria e possibile sfruttamento, con un lavoro quindi specifico sulla differenza di genere e sulle malattie a trasmissioni sessuale sia individuale che collettivo;

Particolari nazionalità ( Rumeni, Ucraini, Polacchi, Marocchini, Tunisini, Sudamericani, Centro Africani ecc ) e culture; con iniziative volte all’aumento delle competenze degli operatori, alla promozione di alcune figure di traduttori e di mediazione ( peer support ).